balcone barocco

Lo scorso anno, mi venne a trovare un amico in banca; abbiamo parlato del più e del meno, e la discussione cadde sulle foto che avevo presentato al concorso fotografico a cui avevo partecipato qualche mese prima, e nel visionare le foto, il suo sguardo si posò sulla foto dal titolo “Via Exaudinos”, quella foto in bianco e nero che rappresenta tre bimbe in un cortile (che potrete vedere all'Album foto - Semplicemente Bianco e Nero) .
Il contesto generale della foto lo aveva portato a pensare a quanto stava scrivendo, ed in particolare ad un passo del suo libro ancora in fase di stesura.
Non conosco ancora il titolo, ma comunque so che si tratta di un libro autobiografico sulla sua famiglia e delle vicissitudini patite da questa famiglia a cavallo della 2^ guerra mondiale e l’immediato dopoguerra.
A quel punto il Dr. Raffaele Solarino, che nella vita esercita la professione di Consulente del Lavoro e Commercialista in quel di Ispica, ma vive con la sua famiglia a Rosolini, un comune della provincia di Siracusa, tirò fuori dal taschino la pen - drive e mi invitò a stampare alcune pagine tratte dal suo libro.
Io ho gli ho chiesto ed ottenuta l’autorizzazione a pubblicare queste poche righe e le frasi che andrete a leggere sono assai profonde e vi lasceranno capire quanti e quali sacrifici una coppia di genitori deve sopportare per riuscire a sbarcare il lunario e soprattutto di far buon uso delle opportunità che si prospettavano tempo per tempo con mezzi, almeno per quell’epoca, più o meno leciti.
Una frase su tutte mi ha particolarmente colpito e la riporto in questa premessa:
"Sicuramente la provvidenza ci mise lo zampino e dopo ci poggiò l'altro zampino fino a diventare ospite fisso di quella casa e di quella famiglia che da allora visse di provvidenza.
La provvidenza albergava ancora in quella casa, non so se mai l'ha lasciata.
" (Raffaele Solarino).

Lo scorso anno, in luglio, ci si ritrova in contrada Ponte Margi a Modica presso un agriturismo; eravano 17, reduci da quella V^ C del Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei”, che trentatre anni prima aveva raggiunto la maturità. La serata scorre piacevolmente come è d'uopo in queste occasioni ci si ritrova e ci si racconta per tutto quanto ci è accaduto in questi anni; tutti sposati con prole, un lavoro più o meno remunerativo, qualche acciacco di troppo, ma la voglia di vivere e di scherzare ancora intatta come ai 18 anni. Qualcuno associa alla sua attività principale, anche qualche hobby; cito cosí a memoria, il fotografo di turno che ama immortalare i momenti topici di una vita che scorre incerta, il poeta che ama mettere in rima più o meno baciata esperienze e momenti di vita vissuta. È questo proprio il caso del mio amico fraterno, Giovanni Nicastro, Psicologo nella vita, poeta per caso. Ebbene quella sera costellata da ricordi, scherzi e canti, viene chiusa in bellezza con la lettura di alcuni passi e poesie dialettali e non; ora rivolti alla politica nazionale e locale, ora a riflessioni sullo stato dell’essere in quel preciso contesto in cui ci si abbandona, trasportati dall’evento di turno. Qualche giorno fa, memore di quella serata, gli chiedo di poter avere qualcuna delle sue poesie da pubblicare sul mio sito, e mi onoro di riportare fedelmente le poesie graziosamente consegnatemi da questo mio amico e compagno di studi Giovanni Nicastro. Non c’è un ordine ben preciso, cercherò di riportarle per le date che trovo scritte sui fogli.


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