balcone barocco

Riporto passo passo il contenuto della mail:
"Caro Marcello sono Giorgio Poidomani, scusa perchè avendoti preavvisato ti trasmetto la poesia solo adesso ma da quando sono stato eletto consigliere di circoscrizione a Milano non ho quasi più tempo per nulla, ti scrivo il testo in dialetto come lo pronunciamo, eventualmente se necessita di aggiustamenti ortografici pensaci tu.
Se poi vuoi metterla nel sito mi farà piacere sapere che tanti modicani la leggeranno e magari quelli giovani tentati di andare via in parte potranno ricredersi, o quanto meno se andranno via, forse avranno più coscienza che stanno lasciando con la giovinezza ed i luoghi dell'infanzia un preziosissimo tesoro.

Muntagni viecci.

Muntagni viecci supra a bbiautri ci sunu appuiati
i mura antichi bruciati re stati,
casi viecci frusciati ro vientu
mentri bbi piensu mi sientu scuntentu .

Terra sicca ra casa mia
chi brutta cosa a ta malincunia,
aitavinni ra ma menti
belli rivuordi ri jorna cuntenti.

I curruti 'ncampagna a casetta
i sciarri e i joca 'nsiemi a ma frati e puoi
a guerra a taffunati ri terra.

A naca attaccata nta maccia 'a carrua
e tutti i vespiri ca mi passai
supra e rami ro chirisompulu
pinsannu o juornu c'addivintava ranni.

Ora ca sugnu juntu a cinquantun'anni
sientu na vuci 'nto funnu ro cori ca rici:
femmiti! arresta picciriddu!
cchiù tiempu passa prima si mori.



Se vuoi, ne ho ancora tante, alcune in dialetto molte in italiano, caso mai quando vuoi aggiungere qualcosa sul sito nella sezione poesia, me lo dici e via via te le trasmetto, un abbraccio affettuoso.


Giorgio

Montagne vecchie.(traduzione)


Montagne vecchie sopra a voi sono appoggiati
i muri antichi bruciati dalle estati
case vecchie sfiorate dal vento
mentre vi penso mi sento scontento.

Terra arida della casa mia
che brutta cosa è la tua malinconia
andatevene via dalla mia mente
bei ricordi di giorni felici.

Le corse in campagna alla casetta
le liti ed i giochi insieme a mio fratello e poi
la guerra con le zolle di terra.

L’altalena legata alla pianta di carrubo
e tutti i pomeriggi che trascorsi
sopra i rami dell’albicocco
pensando al giorno che sarei diventato grande.

Ora che sono giunto a ventidue anni
sento una voce nel fondo del cuore che dice:
fermati! resta bambino!
piú tempo passa prima si muore.




Piccolo punto


Ombre proiettate dalla luna taglian la luce sulla fredda ghiaia,
per le campagne non c’è voce alcuna, sento lontano un cane che abbaia.

Sul muro a secco sono seduto e guardo la strada, il suo selciato,
mentre ogni secondo, ogni minuto, ascolto ciò che è suono nel creato.

Penso alla terra, alla sua gente, a chi ora nasce,
a chi adesso e morente, a chi tra sangue e fasce vive la guerra.

Mentre, l’argenteo volto della mia compagna, vien giù dal cielo e nell’acqua si bagna,
il vento soffia fresco e dolce ancora, sul grano ad onde verso l’aurora.

E vanno gli occhi miei all’universo, e il rimirarlo mi sa sentire perso,
in esso sento di precipitare! Grande è il terrore di non poter tornare.

Allora mi scuoto, e, sulla strada vado a camminare,
piccolo punto in questo immenso mare.



Questa vita


Questa vita assurda, meravigliosa
questa vita atroce, dura
questa vita inutile, preziosa,
fatta di coraggio, di paura.

Questa speranza, fragile come cristallo,
tenace come l’acciaio,
questo calcolo spietato, freddo come ghiaccio,
tagliente come una lama.

È sogno questa vita,
è caldo fuoco, morbido velluto,
è triste come le tenebre,
è dolce come l’amore.

È mare in tempesta, spiaggia deserta,
catena ai polsi, corda che serra,
è una farfalla, il profumo di un fiore,
un gabbiano in volo, il colpo che spara un cacciatore.

Questa vita è più di qualcosa, ed è niente,
è una beffa che nessuno può schivare,
è una prigione che non si può lasciare.

Questa vita è una ragione che si deve cercare,
un sentiero nella notte,
è il sorriso di un bambino,
è una muta preghiera, una bestemmia oscena,
la disperazione, la noia l’abbandono,
è la gioia di un incontro, le lacrime per un dono.

Questa vita è una favola,
questa vita è un incanto,
per questo la canto,
e la canto forte,
finche sarà il silenzio della morte.



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